Bio Eco Active (BEA) è un laboratorio di analisi, ricerca e sviluppo che nasce per progettare, sintetizzare e caratterizzare materiali innovativi eco-friendly nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente a sostegno dell’economia circolare. BEA, fra le sue ricerche e tecnologie, sviluppa una serie di trattamenti atti a depurare diverse tipologie di acque reflue, creando soluzioni efficaci e risolutive mediante specifici processi finalizzati alla rimozione dei più importanti inquinanti. L’approccio scientifico e di ricerca di anni in questo settore ha permesso di sviluppare metodologie non solo per la depurazione di acque in genere, ma in modo specifico per la pulizia delle piscine attraverso una tecnologia altamente innovativa basata sulla fotocatalisi, in modo semplice, meno aggressiva, sostenibile e più economica.

Come è ben risaputo nell’acqua delle piscine si formano microorganismi e sostanze indesiderabili provenienti dall’afflusso delle persone e, garantirla pulita attraverso un rinnovamento costante, è troppo costoso. Inoltre, ciò non risolve il problema degli inquinanti che rimangono sulle pareti delle piscine; l’acqua ricircolata causa l’aumento della concentrazione di agenti patogeni, di sostanze inquinanti e il moltiplicarsi di microorganismi, sviluppando in questo modo rischi di contagio. L’acqua delle piscine viene normalmente arricchita con composti disinfettanti, spesso a base di cloro. Per preservare il cloro dalla degradazione dei raggi ultravioletti del sole nelle piscine scoperte viene utilizzato acido cianurico che garantisce per un tempo maggiore l’azione di rilascio del cloro stesso, limitando così la formazione di agenti infestanti come alghe e batteri. L’azione del sole, infatti, contribuisce alla degradazione del cloro facendo perdere le caratteristiche disinfettanti per cui viene utilizzato. Il cloro attivo viene somministrato legato all’acido cianurico sotto forma di due prodotti, il bicloroisocianurato e il tricloroisocianurato, che lo stabilizza garantendo l’igiene della vasca e previene la prolificazione di alghe e batteri che altrimenti andrebbero a compromettere la trasparenza dell’acqua. In questo modo l’acido cianurico rallenta la rapida dissociazione dei composti clorurati per via dei raggi solari, mantenendo le funzioni di disinfezione e ossidazione.

È importante sapere che questo acido viene utilizzato in tutte le piscine, tranne in quelle coperte, dove il sole è inesistente, mentre in quelle scoperte o esterne il suo utilizzo diventa fondamentale. Ad esempio in una piscina pubblica il livello di inquinamento dato dalla notevole affluenza delle persone rappresenta un rischio, soprattutto durante le ore più calde della giornata. Tanto è importante l’utilizzo del cloro associato all’acido cianurico quanto lo è sapere che il suo accumulo determina una perdita di prestazioni disinfettanti da parte del cloro. L’acido cloroisocianurico si ottiene dal processo di clorurazione dell’acido cianurico, una sostanza a lento rilascio di cloro; questo va poi a liberarsi in forma gassosa, mentre l’acido cianurico ha un decorso di degradazione molto lento, quindi nel corso della stagione si ottiene un suo accumulo nell’acqua. Quando aumenta la concentrazione della sostanza nell’acqua il cloro riduce il suo potenziale di ossidazione, perde la sua efficacia e diventa un nemico per la salute degli utilizzatori della piscina. Il metodo normalmente utilizzato per diminuire la concentrazione dell’agente chimico è cambiare parte dell’acqua presente nella vasca, in modo da diluire la concentrazione dell’acido.

Foto di David Mark da Pixabay

 

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